mercoledì 18 marzo 2009

Giappone-Italia.com: il portale italiano dedicato alla cultura giapponese e non

Da pochi mesi online, Giappone-Italia.com sembra avere le carte in regola per diventare uno dei più visitati blog sul Giappone italiani. Il sito è chiaro e di facile navigazione, l'archivio degli articoli è suddiviso sia per cronologia che per categorie, il ché rende più facile per chi stia cercando notizie particolari il trovare informazioni. Nel menu in alto troviamo le varie sezioni quali il J-Forum, J-Music che mette a disposizione la top ten dei pezzi più ascoltati della settimana nel Paese del Sol Levante, J-Video con divertentissimi video da youtube spesso estratti di programmi tv, e le classiche sezioni di presentazione, scambio link e segnalazione articoli da parte di altri utenti. Molto carina la piccola chat a destra della pagina e i link utili nell'apposita sezione permettono di ampliare la visione su questo magnifico Paese oltre quello offerto dal blog. Dalle parole del creatore insomma, un blog che vuole distinguersi da tutti gli altri, creato dal solo amore il Giappone. Da visitare ;)

venerdì 13 febbraio 2009

Musica in Giappone

Le origini della musica tradizionale giapponese risalgono a oltre mille anni fa. Vi è inclusa musica classica o raffinata, musica da camera e di scena, musica popolare e celebrativa, come pure una quantità di forme vocali.

Fra il terzo e il quinto secolo a.C. monaci missionari buddisti vennero in Giappone per diffondere le loro idee. Le cantilene e la musica di fondo associate alla loro religione si fusero gradualmente con la musica tradizionale scintoista, formando la base di quasi tutta la musica popolare giapponese.

Oggi la musica tradizionale giapponese ricorre a molti strumenti. I tre più noti sono koto, shakuhachi e shamisen. Il koto, importato dalla Cina verso il nono secolo, è uno strumento oblungo simile a una cassa di legno, lungo quasi due metri e largo trenta centimetri.

Il flauto giapponese di bambù, lungo oltre cinquanta centimetri, è chiamato shakuhachi. Questo strumento ha cinque fori per le dita, e un bocchino all’estremità superiore.

Lo shamisen non ha uguali fra gli strumenti musicali dell’occidente. Giunse in Giappone dalla Cina attraverso Okinawa verso il 1560 a.C. Il modo di suonare lo shamisen, il genere di musica prodotta sono strettamente giapponesi.

La musica giapponese è molto diversa dalla musica comune nei paesi occidentali. Questa differenza riguarda la scala, il ritmo e il suono. Nella musica orchestrale occidentale i suoni dei vari strumenti si fondono, producendo armonia. Ma nella musica giapponese i singoli strumenti sembrano suonare melodie contrastanti. Tuttavia insieme creano un equilibrio estetico.

mercoledì 11 febbraio 2009

Girolamo Panzetta

Oggi parleremo di un fenomeno particolare, quello di Girolamo Panzetta, conosciuto anche come Giro-san. In Giappone è un personaggio degno di nota. Possiede un ristorante, tra l’altro molto famoso, e conduce diversi programmi televisivi giapponesi. E non è finita qui. Secondo un sondaggio giapponese del 2006, pare che sia il secondo italiano tra gli stranieri più apprezzati e amati dal popolo giapponese.

Noi di Giappone-Italia.com abbiamo chiesto il parere a due colleghi, Tommaso e Nicola, rispettivamente del sito Dondake.it e Nicolacassaingiappone.blogspot.com

Tommaso: Girolamo Panzetta è senza dubbio l’italiano e forse anche lo straniero più famoso in Giappone. I giapponesi pendono dalle sue labbra: è punto di riferimento per la moda, la gastronomia ed il costume in generale.

Durante le sue interviste appare sempre come il classico spaccone italiano che ne sa una più del diavolo, caratteristica che comunque nel bene e nel male ha la fortuna del nostro paese nel mondo.

Personalmente ha comunque tutta la mia stima. Girolamo Panzetta infatti è stato capace di diventare veramente famoso e rispettato, in un paese come il Giappone ancora molto diffidente verso gli stranieri.

Nicola Cassa, autore del blog: Nicola in Giappone

“Non conosco a fondo il fenomeno Panzetta, l’ho scoperto qualche tempo fa quando è stato ospite in una trasmissione Italiana ambientata a Tokyo: Di per sé il signor Panzetta non ha nulla di interessante, né dal punto di vista artistico né da quello qualitativo, ma i canoni televisivi giapponesi sono completamente diversi dai nostri: Girolamo è “l’Italia” agli occhi dei giapponesi, che continuano (forse a ragione) a vedere l’Italiano medio come un furfantello furbacchione allegrone mangia-pizza.

È la solita ricorrente pratica della generalizzazione tanto cara ai giapponesi: per loro, le coreane hanno i capelli fuori moda e portano sempre gli occhiali; i cinesi sono sporchi e poco affidabili, gli americani sono gli dei scesi in terra, e gli Italiani sono furfantelli furbacchioni e allegroni mangia-pizza. Ecco allora che Girolamo, che con la sua napoletanità interpreta assai fedelmente ciò che loro si aspettano di vedere da un Italiano, diventa una celebrità, un trend-setter, un fenomeno mediatico.

Mai quanto in Giappone vale l’associazione “Italiano-pizza-spaghetti-mandulino-mamma”, e sono queste le parole che un giapponese medio utilizza per rompere il ghiaccio con un Italiano, assieme a tutti i nomi di marchi di alta moda pronunciati in maniera oscena… un po’ come fanno la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta quando devono parlare del Giappone, “Sushi-Geishe-Samurai-Kamikaze-Banzaaaai”. Ma noi Italiani oltre alla bellezza del nostro territorio, e dei beni culturali che appartengono ad una civiltà morta e sepolta, non sappiamo esportare null’altro nel mondo dell’idea di un popolo corrotto, ladro, furfante e placidamente fiero di esserlo.

E allora il signor Panzetta continua a divertire gli amici giapponesi, e allo stesso tempo punisce noi Italiani con la sua stessa esistenza, ed è una punizione stra-meritata”.

Tratto dal blog: Giappone-Italia.com

sabato 7 febbraio 2009

Shinkansen


Immaginate di poter andare da Milano a Roma in treno in sole 2 ore. Impossibile? Eppure in Giappone esiste qualcosa di simile a questo, e si chiama Shinkansen (letteralmente, nuovo tronco di linea).

I treni proiettili delle linee Shinkansen (in giapponese, Dangan ressha) nacquero per la prima volta nel 1964 sulla linea Tokyo - Osaka in occasione delle Olimpiadi di Tokyo.

All’epoca, lo Shinkansen serie 00 poteva andare a una velocità di circa 200 km/h e rappresentava uno dei primi treni ad alta velocità al mondo. Oggi la rete Shinkansen si snoda come una spina dorsale dal nord all’estremo sud del Giappone, e sono previsti inoltre progetti di ampliamento (come l’Hokkaido Shinkansen).

Una delle conseguenze dell’impiego di questi treni ad alta velocità è stato infatti il declino dei voli interni, ormai sconvenienti di fronte alla comodità del treno Shinkansen. Sempre più turisti utilizzano questo tipo di treno per spostarsi da Tokyo a Kyoto od Osaka.

Quando andai in Giappone utilizzai lo Hikari, uno dei tre treni (assieme al Kodama e il Nozomi), che servono questa linea. Le fermate avvengono solamente nelle maggiori città, e ogni stazione ha una serie di binari dedicati esclusivamente a questi treni. Le banchine sono esattamente alla soglia del treno, per permettere anche ai disabili di accedervi senza problemi, e per terra sta indicato esattamente dove si apriranno le porte del convoglio.

All’interno l’aspetto è quello di un aereo, con i sedili orientati verso la direzione di movimento (e alcuni treni li hanno ruotabili in base alla direzione), tavolette per mangiare (tipico è l’impiego del bento-box) e un display che visualizza, oltre alla destinazione e la prossima fermata, scritta anche in romaji, alcune news che scorrono in sovrimpressione.

Nonostante l’alta velocità, questi treni sono estremamente silenziosi. Dall’anno prossimo sono previsti degli ulteriori miglioramenti del servizio, come l’aumento della velocità a 360km/h su alcuni tratti e la presenza sui maggiori treni della rete Wi-Fi inclusa nel prezzo del biglietto per chi vorrà navigare su internet con il proprio pc portatile.

Un biglietto singolo dello Shinkansen può risultare molto costoso. Per questo, se avete intenzione di sfruttare questi treni per muovervi nel Paese, vi consiglio di munirvi del Japan Rail Pass, una specie di abbonamento ferroviario da richiedere prima di andare in Giappone che vi permetterà per 7, 14 o 21 giorni, a seconda della vostra preferenza, di utilizzare tutte le linee JR (Japan Rail) senza alcun limite, includendo anche il treno Shinkansen, uno dei simboli del Giappone moderno. Non per niente in una delle più famose cartoline giapponesi si vede sfrecciare il treno proiettile fra i ciliegi in fiore con il Fuji-san sullo sfondo.

venerdì 6 febbraio 2009

Nabari


Trama: La storia è ambientata nel mondo di Nabari. Un mondo puramente fantastico, nulla è come sembra. Il personaggio principale è Miharu Rokujou, uno studente delle medie. Miharu custodisce un terribile segreto, dentro di lui è racchiuso lo Shinrabansho, ovvero l’arte segreta ninja della conoscenza assoluta.

Opinione Personale: L’anime si presenta molto innovativo e interessante, anche sul punto di vista sentimentale. A prima vista sembra una cosa già vista, tipo nell’anime Naruto. Invece mi sono dovuto ricredere, è strutturalmente molto diverso. La realizzazione visiva, grafica, audio, sono impeccabili. Parlando del doppiaggio dei nostri doppiatori, stessa identica cosa. Comunque è ancora presto per trarre conclusioni, alla fine siamo solo alla 8 puntata su 26.

Secondo il mio modesto parere, è un anime che merita. Molto curato nei disegni, l’ambientazione e la trama. A me sinceramente è piaciuto, o perlomeno i primi 8 episodi trasmessi finora. Guardatevelo, chissà, forse potrebbe piacervi anche a voi.

Ecco la sigla di apertura:



http://www.giappone-italia.com/anime-manga/nabari-no-ou

Buddismo



Origini: Originalmente il Buddismo si diffuse in India, e attraversando la Corea e la Cina giunse fino in Giappone nella prima metà del VI secolo a.C.

Inizialmente vi furono controversie tra le famiglie che avevano pregiudizi nell’accettare l’insegnamento buddista. E’ stato adottato poi dalla corte imperiale giapponese dell’imperatrice Suiko nel VII secolo, insieme ad altri aspetti della cultura cinese.

Ma fu suo figlio, il devoto principe Shotoku ad essere considerato il reale fondatore del Buddismo in Giappone. Egli fece costruire dei grandi monasteri come quello di Horyuji, vicino Nara.

Sviluppo: Come religione di stato, il Buddismo continuò a dominare Shinto, la religione indigena, per oltre un millennio. Kokubunji (Monasteri Provinciali) furono costruiti in ogni provincia e un enorme Daibutsu (Statua del grande Buddha) fu eretto a Todaiji, tempio principale, a Nara. Il Buddismo fu praticato soprattutto dalla classe dirigente fino a quando la sua popolarità divenne più diffusa nell’era di Heian e Kamakura, principalmente nelle sette Jodo e Nichiren. I seguaci della setta di Jodo cercano la rinascita nel paradiso occidentale, o terra pura del Buddha Amida, mentre quelli di Nichiren seguono gli insegnamenti del loro carismatico fondatore del XIII secolo, da cui prendono il nome. Il Buddismo è diventato un importante stile di vita dei samurai o bushi.

Quando la classe dei samurai unificò il paese sotto la direttiva di Tokugawa Ieyasu nel periodo Edo (1680-1868), la setta incoraggiava nel popolo valori come il duro lavoro e la pazienza, ponendo le basi per il futuro successo economico giapponese.

Oggi il Buddismo è considerato da tutti la principale religione in Giappone, con oltre l’85% della popolazione che professa questa fede.

La setta Nichiren è la più grande, con circa 25 milioni di membri. La maggiore delle cosiddette “Nuove Religioni Giapponesi” è Soka Gakkai, un organizzazione indipendente della setta Nichiren che supporta il partito politico del Komeito.

Alcuni popolari Bodhisattvas (Divinità molto vicine al Buddha) le cui statue oggi possono essere comunemente viste, sono Kannon, una dea e jizo, protettore dei bambini.

Enormi statue di Kannon si possono trovare in tutto il paese. Più piccole le statue di Jizo talvolta allineate a centinaia, sono quasi sempre decorate con bavaglini rossi o altri capi di abbigliamento.

Le donne che hanno disgraziatamente perso un bambino, prima o dopo della nascita, rendono queste offerte per l’anima dei loro figli. Le statue di Jizo sono spesso poste ai confini di una città o villaggio.

Il Buddismo e la morte: Mentre i matrimoni sono molto spesso shintoisti o cristiani, i Soshiki (Funerali) sono quasi sempre buddisti. I corpi sono lavati, vestiti in bianco e con la testa posizionata verso nord (si dice porti sfortuna dormire con il letto verso nord).

Inoltre chi accetta di partecipare ad un funerale, viene dato un premio (Dono) in denaro (Koden). Molti morti vengono cremati e le loro ossa sono poste in un vaso chiamato “Kotsutsubo”.

Questo viene poi posto su un altare (Botsudan) fino a quando non è sepolto. Spesso i parenti pregano per il morto all’altare e visitano poi la tomba negli equinozi festivi.

Lo Shintoismo tradizionalmente considera la morte come una forma di profanazione. Con la combinazione dello Shintoismo e del Buddismo, questa convizione è stata connessa con l’insegnamento buddista contro l’uccisione di animali.

Di conseguenza, le persone che per lavoro hanno a che fare con morti o con la macellazione di animali vengono evitate. Ciò ha portato a una sorta di sistema di casta in cui tali persone sono state denominate “Eta Hinin” , letteralmente (Umani Inquinati).

Questo sistema è stato legalizzato in Giappone nel periodo Edo. Gli emarginati sono stati etichettati come “Barakumin” e a loro era concesso solo di vivere in determinate fazioni (Buraku) e lavorare solo in determinati posti di lavoro.

La prima politica ufficiale del governo a favore del “Bunrakumin” è stata istituita solo nel 1969 anche se comunque la discriminazione persiste ancora oggi.

http://www.giappone-italia.com/cultura/buddismo